Come creare una startup: i 10 comandamenti - I Consultant

Come creare una startup: i 10 comandamenti

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Stai cercando come creare una startup? In questa guida ti forniamo una linea guida con 10 comandamenti.

Potremmo definirla la bibbia dello startupper, anche se sappiamo benissimo che quando si decide di iniziare un percorso imprenditoriale la variabili sono numerose.

Partiamo per questo percorso!

Ah, prima di iniziare ricordati che nello startup studio puoi utilizzare la nostra esperienza per evitare gli errori che per primi abbiamo commesso!

Indice

Per aprire una startup devi prima di tutto validare l’idea

Lo stereotipo comune vede lo startupper come un genio della Silicon Valley che si sveglia la mattina nel sua garage e crea la piattaforma del secolo.

Non c’è niente di più falso!

L’idea può esserci, ma nel 2021 ormai è difficile (anche se non impossibile) che sia una completa innovazione.

Quindi lo startupper non stereotipato si sveglia una mattina con un’idea e punta ad arrivare il più velocemente possibile a validarla.

Crea il suo MVP (magari già insieme al team) e cerca di capire se veramente qualcuno è interessato alla sua idea e sarebbe disposto ad acquistarla.

Questo è il primissimo passaggio che ogni imprenditore, più o meno giovane, dovrebbe fare, così da evitare di buttare soldi e tempo.

Per creare una startup getta le basi del tuo team

Gli addetti ai lavori ormai lo hanno capito: l’exécution è tutto.

Questo significa che senza persone competenti, ambiziose e pienamente coinvolte nel progetto difficilmente le cose si evolveranno.

Ecco perché in questa fase (ma anche prima) lo startupper non stereotipato cerca dei co founder e dei collaboratori che vogliano mettersi in gioco e che possano dare valore aggiunto al progetto.

Magari offrendo di retribuire in equity o stock option.

Queste figure probabilmente devono essere disposte a lavorare oltre ogni limite per raggiungere gli obiettivi comuni prefissati.

Avendo un team a prova di bomba, un pivot dopo l’altro, alla fine le cose andranno sicuramente bene.

Per la creazione di una startup progetta un modello di business solido (ma pronto a innovarsi continuamente)

Lo startupper non stereotipato lavora insieme al team per costruire i capisaldi dell’azienda.

E quindi progetta il modello di business.

Target, proposta di valore, canali di promozione, piano economico.

Queste parole entrano nel vocabolario quotidiano del team fino al raggiungimento della linea comune.

Una linea flessibile, che nel tempo può mutare, ma che deve essere tirata per non disperdere energie e competenze.

In contemporanea tutto il team lavora al prototipo del prodotto (o meglio allo sviluppo del prodotto stesso).

Per aprire una startup sii pronto a lavorare oltre ogni limite

Eh sì, la vita dello startupper è una giostra, montagne russe di momenti positivi e negativi che si concatenano.

L’unica assoluta certezza è la quantità di lavoro.

Uno startupper deve spesso ricoprire ruoli trasversali, ritrovandosi a lavorare anche 14h al giorno per riuscire a risolvere tutti i task che ha assegnati.

Inoltre deve essere pronto in ogni momento a rinnovarsi, aggiornarsi e fare anche modifiche radicali.

Insomma la reattività è tutto e il lavoro occupa quasi la totalità della giornata.

Il creatore di una startup è un comunicatore prima che un inventore

Anche i più grandi geni della storia, certe volte si sono dimostrati pessimi “startupper”. 

Ecco perché uno dei 10 comandamenti dice: Il creatore di una startup è un comunicatore prima che un inventore.

Riuscire a coinvolgere potenziali clienti, i collaboratori, potenziali investitori è fondamentale. 

E proprio in quest’ottica il CEO di una startup deve essere prima di tutto bravo a trasmettere i suoi valori e le sue idee a tutte le figure che si avvicinano all’impresa.

Quindi più corsi di public speaking e meno di ingegneria del software!

Apri una startup dopo aver fatto già esperienze nel settore

Se credi che la lettura di qualche libro ti abbia fornito già l’esperienza necessaria per aprire la tua startup, è perché non ci hai messo un piede dentro.

Abbandonando gli stereotipi, il lavoro in startup porta grandi soddisfazioni a seguito di grandi fatiche.

Permette di capire che l’errore è umano, ma è necessario un aumento dei giri per recuperare.

Aiuta ad aprire la mente, ad essere stimolati da persone di enorme talento, ad imparare a risolvere problemi che neanche sapevamo esistere.

Quindi prima di aprirne una propria, aver già avuto esperienza in altre startup aiuta a commettere errori evitabili e a conoscerne già le dinamiche.

Per creare una startup, lavora in modo agile

Agile è un mindset, un’interpretazione del lavoro, molto cara agli sviluppatori.

Un sistema che prevede di segmentare problemi grandi in tutta una serie di problemi più piccoli, da risolvere all’interno di un andamento ciclico.

Il pensiero agile prevede che ci sia fiducia, lavoro di squadra, capacità di adattamento e una responsabilità condivisa, permettendo ad una startup di essere creativa e flessibile, per rimanendo estremamente produttiva.

Per creare una startup l’utilizzo di questa metodologia o almeno dei suoi asset fondamentali può risultare vincente.

Apri una startup solo se sei pronto a pivottare

Se credi che la tua idea valga miliardi di euro, potresti fallire.

Gli esempi di startup che sono arrivate a dei pivot si susseguono: modificare il modello di business fino all’osso (magari cambiando anche il prodotto stesso) non deve spaventarti.

Se il tuo team sarà dinamico, pronto al cambiamento e fortemente motivato, qualsiasi deviazione potrà essere una nuova opportunità e non una sconfitta.

Per creare una startup, condividi e non nascondere

Lo startupper che crede di aver avuto l’idea del secolo non condivide quello che sta costruendo.

In questo modo non raccoglie feedback che potrebbero far crescere la sua impresa, e non coglie le opportunità che potrebbe incontrare nel percorso.

Uscire dal guscio e misurarsi con i feedback di addetti ai lavori e non è fondamentale per permettere a una startup di decollare.

Se apri una startup, lascia perdere le vanity metrics

Le interazioni social e il volume degli applausi nella sala del tuo primo pitch non sono in grado di definire o meno il successo della tua startup.

Basati sui numeri che hanno un valore: contatti ricevuti, vendite.

Quelli ti permettono di capire realmente il valore di quello che stai facendo, dove è migliorabile e se funziona.

D’altronde, il mercato ha sempre ragione!

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