FRA NATURA E VIAGGIO, ALLA SCOPERTA DELLE BUBBLES ROOM DI SAMUELE FREGGIA

Giovane, intraprendente e grande amante dei viaggi, questo è Samuele Freggia

Samuele, non solo è presidente di Oike Turismo dal 2013, ma anche ideatore di “Ursa Major Bubble”, il primo villaggio bubble in Italia. Recentemente a Camporgiano, in Garfagnana, all’interno di questo villaggio sono state inaugurate le Bubbles Room, stanze a forma di bolla, arredate e dotate di tutti i comfort.

Le Bubbles Room portano i nomi di cinque costellazioni dell’Orsa Maggiore: Merak, Megrez, Dubhe, Alioth e Mizar . Queste preannunciano un’esperienza unica, che gli ospiti potranno vivere al loro interno, immersi nella natura dell’agriturismo Borgo Biaia.

Samuele Freggia, da sempre grande appassionato di viaggi e presidente di Oike Turismo, qual'è stata la sua fonte di ispirazione per le Bubbles Room?

L’idea delle Bubbles Room, nasce circa 3 anni fa, nel 2017, durante uno dei miei viaggi in solitaria.

Mi trovavo in Etiopia, sui Monti Semien per la precisione, ed insieme ad una guida locale stavamo bevendo una birra all’aperto subito dopo cena. Ci trovavamo appena fuori dalla capanna in cui soggiornavo e quella sera dovevo essere particolarmente riflessivo, guardavo il cielo in silenzio (non ricordo bene il perché) e ad un certo punto la guida che mi accompagnava all’interno della riserva mi chiese “Ehi Samuel, che hai? ti manca il cielo di casa tua?”

Rimasi basito da questa sua domanda perché non avevo idea di cosa rispondere.

Di fatto nemmeno sapevo come fosse il cielo di casa mia e questo mi innervosiva perché sentivo dentro di me che questa era una cosa sbagliata. D’ un tratto mi resi conto quanto fosse stupido ricordare a memoria tutte le note del telefono, le reclami della televisione e le insegne delle attività commerciali se prima non si è coscienti e connessi con ciò che ci circonda!

In quel preciso momento dissi a me stesso che avrei fatto qualcosa per cambiare questa tendenza e per trovare un modo affinché le persone si potessero riconnettere con la propria natura, interna ed esterna.

L’occasione non tardò ad arrivare ed infatti, un anno e mezzo dopo, durante un viaggio in Giordania, mi trovai a dormire per la prima volta in una bubble all’interno del deserto del Wadi Rum.

Le bubbles in questione erano diverse da quelle attuali perché più piccole, meno trasparenti (avevano solo una parte trasparente sul tetto diciamo) e dotate di pochissimi comfort, ma erano comunque un tassello del puzzle che mi mancava per esaudire il mio desiderio.

Innovazione, immersione nella natura, eleganza ed avventura, ma come mai la scelta della Garfagnana come luogo per le Bubbles Room?

Il terzo ed ultimo tassello necessario per portare a compimento la mia idea era appunto la location.

Doveva essere in un posto “incontaminato”, con poco inquinamento luminoso ma che comunque offrisse diversi servizi per coloro che avrebbero voluto provare l’esperienza.

Con la proprietà dell’agriturismo Borgo Biaia avevo da poco raggiunto l’accordo per la commercializzazione del prodotto agrituristico da parte della mia società e pertanto avevo iniziato una collaborazione che sin da subito sembrava funzionare particolarmente bene.

Ero convinto che la location potesse fare al caso mio, poiché in questi posti è ancora l’uomo ad essere ospite della natura e non viceversa (la natura in Garfagnana fa da padrona, i prodotti che vengono consumati durante i pasti sono tutti locali e vi sono tantissime attività all’aperto che hanno come denominatore comune l’utilizzo del proprio corpo in funzione della natura) ma per esserne sicuro dovevo vederla di notte.

Rimasi a dormire una sera all’interno del Borgo e, dopo aver appreso quanto bello fosse il cielo visto da lì, l’indomani decisi di presentare il progetto alla proprietà la quale in maniera lungimirante diede il proprio benestare.

La scelta della camera a forma di bolla non solo è innovativa a livello di design, ma anche a livello di impatto ambientale, le Bubbles sono state pensate con materiali sostenibili?

Assolutamente, tutto il progetto è stato pensato in un’ottica green e di bio edilizia, basti pensare che i motori che tengono gonfie le bubbles sono alimentati da pannelli fotovoltaici, che i pochi alberi abbattuti (ci tengo a precisare che abbiamo abbattuto solo alberi già malati) sono stati impiegati come cordoli per la stesura dei vialetti che all’interno della bubbles vengono serviti solamente prodotti realizzati da carte riciclate (vedi ad esempio il set cortesia e la carta igienica).

Una delle componenti essenziali di una camera è la privacy e le bubbles sono completamente trasparenti, da questo punto di vista come vengono “tutelate” le persone che scelgono di soggiornare all’interno di una di esse?

Premesso che le bubbles si trovano all’interno di una proprietà privata interamente recintata e provvista di telecamere indirizzate verso l’esterno, abbiamo scelto di dare maggiore privacy ai nostri clienti dislocando le bubble all’interno del bosco in maniera molto distante.

Le dò un dato su tutti : le bubbles sono 5 e per raggiungerle abbiamo costruito oltre 650m di vialetti.

Ogni bubble ha un proprio vialetto privato che ne permette il raggiungimento e le une dalle altre distano, nel minore dei casi, 150 metri pertanto (come dimostrano già i pernottamenti dei nostri primi clienti) la privacy è garantita.

Viaggiare è il suo habitat non solo nel tempo libero ma anche a lavoro, quali progetti ha per il prossimo futuro?

Adesso che il primo villaggio bubbles è partito, ho in mente di costruirne un franchising poiché sono certo che esistono un sacco di altri posti in italia (e fuori) per i quali possa valere la pena vivere l’esperienza di dormire in bubble.

Nel frattempo però sto portando avanti altri progetti di “posti inusuali” all’ interno dei quali poter dormire ma in questa fase non posso svelarvi :).

Conclusione

Sinceri ringraziamenti a Samuele Freggia, per essersi reso disponibile e averci raccontato la storia delle sue bubbles. Un esempio di come a volte sognare in piccolo può portare a dei progetti veramente grandi!

Ci auguriamo che le sue parole possano essere da stimolo per tutti i giovani che credono nelle proprie idee e nell’innovazione.

Un grande in bocca al lupo per il suo futuro da tutto il team di I Consultant!

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