5 MODI PER FINANZIARE UNA NUOVA ATTIVITÀ

Se stai pensando di aprire un’attività, sia essa una start up innovativa o una PMI, ti sarai sicuramente soffermato sulla necessità di fondi.

In questo articolo parleremo delle possibili soluzioni per reperire i fondi necessari allo sviluppo di un’impresa.

Indice

1. Le 3 F: family, friends and fools

Dopo esserti messo le mani in tasca e non aver trovato neanche un nichelino, la prima soluzione che ti verrà in mente è quella di chiedere ad amici e parenti un sostegno economico per sviluppare la tua idea, magari cedendo una percentuale simbolica della tua nuova attività.

Sebbene questa soluzione ti sembri appropriata, è chiaro come le persone che hai vicino probabilmente non hanno l’esperienza e le competenze necessarie per valutare il tuo progetto imprenditoriale.

Di conseguenza è una soluzione spesso utilizzata, ma fortemente sconsigliata, per non rischiare di mettere nei guai qualche persona cara, che magari ti ha prestato dei soldi semplicemente per un legame affettivo che vi stringe.

Discorso diverso per i cosiddetti “folli”, persone che credono di riuscire ad arricchirsi velocemente investendo nella tua idea. Questa categoria di persone non ha sicuramente competenze verticali sull’attività che vuoi aprire, né particolari capacità di investimento.

In questo caso il rischio è solamente dell’investitore che di conseguenza si prende le sue responsabilità se l’impresa non funziona.

2. Bandi e concorsi

Un’altra soluzione per finanziare un’idea imprenditoriale nella fase iniziale è la partecipazione a bandi e concorsi. Questo tipo di soluzione è adottabile sia in una fase iniziale, quando l’impresa ha ancora da nascere ed è stata sviluppata solo l’idea, sia in una fase più avanzata.

In una fase iniziale i bandi mettono a disposizione formazione, mentoring e piccole cifre a fondo perduto per raggiungere una prima concretizzazione dell’idea di partenza.

I bandi e i concorsi sono spesso indetti da enti pubblici, come comuni e regioni, o da grandi aziende che vogliono promuovere lo sviluppo di idee innovative e nuove tecnologie in settori inerenti al loro core business.

In una fase più avanzata è più facile incontrare bandi che propongono finanziamenti a tasso agevolato, con un periodo di preammortamento sufficiente a far crescere il business, o bandi che concedono solamente una parte a fondo perduto dopo una rendicontazione delle spese.

Un esempio di questa soluzione potrebbe essere il bando innovazione della Regione Toscana, che concede finanziamenti a tasso 0 con un preammortamento fino a 18 mesi.

3. Crowdfunding

Quando si parla di crowdfunding ci riferiamo a delle piattaforma che permettono di presentare il proprio progetto a chiunque voglia investire.

Ovviamente gli investitori vorranno qualcosa in cambio al loro investimento, e questo si traduce nella maggior parte dei casi in reward o equity.

a. Reward crowdfunding

Il reward crowdfunding è particolarmente adatto per chi vuole sviluppare un azienda che produce e commercia prodotti. Questo perché, in questo caso, la ricompensa per gli investitori è la consegna del prodotto in caso di successo della campagna di crowdfunding.

In pratica possiamo descrivere il processo come un preordine di un prodotto/servizio che viene consegnato una volta raggiunta la quota necessaria per far partire la produzione.

b. Equity crowdfunding

L’equity crowdfunding è uno strumento di finanziamento grazie al quale, servendosi di piattaforme online, è possibile richiedere finanziamenti in cambio di quote societarie.

Le piattaforme di equity crowdfunding si rivolgono spesso ad investitori non professionali, che però hanno la liquidità necessarie per investire in una start up o in una società nascente.

È possibile stabilire dei minimi di raccolta, oltre i quali prosegue la raccolta di fondi, oppure quote fisse che vogliamo raccogliere.

Per iniziare una campagna le piattaforme hanno delle policy, richiedendo di solito un piano economico finanziario, un pitch, un video di presentazione, un piano marketing e di investimento. È quindi necessario prevedere una spesa preventiva per costruire la campagna di equity crowdfunding, in modo da risultare più attrattivi e riuscire a raggiungere le cifre necessarie.

Alcune piattaforme meno note, ma abbastanza interessanti per la proposta nei confronti degli investitori e delle imprese sono:

  • WE ARE STARTING, che si dedica a start up e PMI italiane, e con cui abbiamo sviluppato una partnership diretta;
  • THE BEST EQUITY, che si concentra maggiormente in prodotti e servizi per il mondo dello sport.

4. Business angels

I business angels sono investitori semiprofessionali, che hanno accumulato esperienze lavorative e risorse finanziarie e vogliono mettere a disposizione queste risorse per neoimprenditori.

I business angels di solito sono imprenditori, professionisti (commercialisti, avvocati), manager attuali o in pensione, professionisti dell’ambito finanziario, startupper che hanno venduta la propria attività.

Spesso tra i criteri di scelta di un business angels vi è una personale capacità di giudicare un determinato progetto, in base alle passioni ed agli hobby, e per questo spesso le start up che ottengono capitali da questi soggetti sono orientate al settore del food e del lifestyle.

I business angels sono rintracciabili ad eventi di presentazione di start up, come per esempio SIOS, oppure su linkedin, dove è possibile contattarli direttamente.

Arrivando ai business angels numerose proposte di investimento, è ovviamente necessario essere incisivi e concisi in una prima fase per poter incuriosire l’investitore.

Solamente in una seconda fase è consigliato approfondire il progetto, magari attraverso degli incontri privati, per convincere definitivamente il business angel a investire in un determinato progetto di business.

5. Debito Bancario

Il debito bancario è una delle fonti tradizionali di finanziamento. È difficile però inizialmente e senza le dovute garanzie riuscire a reperire fondi dalle banche.

Per risolvere questo problema dal 2012 è stato reso possibile a start up innovative l’accesso diretto al Fondo di Garanzia per PMI che consente di ottenere la garanzia dello stato sull’80% del prestito bancario richiesto, per un massimo di 2,5 milioni di euro.

Esistono anche altri enti che possono fornire una garanzia per un prestito bancario. In questo caso parliamo dei consorzi, ad esempio Fiditoscana, ente toscano che partecipa attivamente all’innovazione del territorio.

Conclusione

In questo breve articolo abbiamo parlato delle principali forme di finanziamento di un’impresa, delle strade da percorrere e di come poter raggiungere i finanziamenti necessari.

È doveroso precisare che spesso per accedere a bandi e concorsi sia necessario un grande lavoro dal punto di vista burocratico, e per questo spesso è preferibile farsi affiancare da un professionista in grado di aiutare l’impresa nella ricerca di fondi.

Share on

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi periodicamente le pubblicazioni del mondo ICO

LE ULTIME PUBBLICAZIONI

Vuoi conoscerci meglio?